IL TACHELES CHIAMA PADOVA – Intervista a Barbara Fragogna, curatrice del Tacheles

Post del 06/06/2012

Di Laura Sicolo

Siamo nel cuore di Berlino, più precisamente a Mitte, all'interno del Tacheles, uno dei maggiori centri culturali ed artistici della capitale tedesca. Ogni centimetro di mura di questo “cantiere creativo di 4 piani” racconta qualcosa: un pezzetto di vita di un artista, un'emozione diventata colore o un progetto onirico fatto di una combinazione di forme che - anno dopo anno, tag dopo tag - vive ormai di vita propria.  Sono spesse le mura del Tacheles e a raccontarcele è proprio la curatrice del centro Barbara Fragogna, che da 4 anni organizza e gestisce le mostre e gli eventi di uno dei centri artistici più amati di Berlino e che - purtroppo - rischia la chiusura definitiva. Originaria di Venezia, Barbara è entrata nel Tacheles come pittrice e – come gli altri artisti del centro – ha trasformato uno dei 30 studi dell'edificio nel suo atelier e spazio espositivo, dove l'ho conosciuta ed intervistata. 


Barbara ci racconti un po' com’è il Tacheles?
“Al Tacheles ci sono tra 50 e 80 artisti. Si tratta per lo più di visual artists, performers, musicisti e pittori. Lo stabile ha un totale di 30 studi e 2 spazi collettivi per lo più dedicati alle esposizioni artistiche internazionali. Nel 2011 abbiamo risposto all'appello del Direttore del Cam di Casoria Antonio Monfredi ed abbiamo ospitato in uno di questi spazi MAYBE 2011, una esposizione di denuncia che mirava a sensibilizzare sul tema della camorra nel sud italiano. Il progetto rischiava di non trovare nessun polo culturale pronto ad ospitarlo, visto il tema delicato e “scomodo” diciamo. Abbiamo così contattato Antonio Monfredi e messo a disposizione i nostri spazi e siamo davvero felici di averlo fatto perché la mostra ha avuto molto successo”. 

Come sarebbe Berlino senza un centro così dinamico e creativo come questo?  
"Berlino è oggi come era New York negli anni '80, Londra negli anni '60 e Parigi negli anni '20, tutte città che hanno saputo attrarre artisti e creativi diventando dei veri e propri centri pulsanti di nuove concezioni culturali e correnti artistiche. In queste metropoli è poi subentrata la speculazione: locali, affitti e vita in generale sono diventati più costosi, costringendo così questa classe creativa a spostarsi in altre città più accessibili e sostenibili per le proprie tasche. Ora queste città vivono delle eco di quello che erano in passato. Allo stesso modo, tra 10 anni la gente probabilmente verrà a Berlino e vivrà l'eco dell'atmosfera underground e così alternativa che viviamo in questo momento.” 

Come nasce un polo culturale così diverso rispetto ai classici musei?  
"Il Tacheles nasce 22 anni fa con la caduta del muro. In quel periodo interi edifici venivano abbandonati dai berlinesi che si spostavano nella parte ovest della città, rimanendo così inoccupati. In uno di questi stabili si è insediata una serie di artisti che ha iniziato ad utilizzare gli spazi come studi e laboratori. Con il passare del tempo parte dell'area ed anche lo stesso Tacheles sono stati venduti a privati e - dopo ulteriori passaggi burocratico-finanziario - sono di proprietà di una banca che chiede ora lo sgombero dell'edificio. Il quartiere è oggi puntellato di tanti caffè, di locali alla moda ed eleganti palazzi ed il Tacheles è rimasto lì dove era, con il suo via-vai di artisti, creativi e turisti. E' l'inevitabile processo di gentrification, la zona è ormai un quartiere alla moda ed il nostro stabile è considerato un pugno nell’occhio da eliminare”. 

Continuando il colloquio, il tono di Barbara si fa più acceso. Racconta così degli appelli, delle speranze e della paura, perché ogni giorno potrebbe essere l'ultimo, lì al Tacheles.
"Abbiamo raccolto 175 mila firme contro lo sgombero ed ora stiamo attivando anche una raccolta di fondi tramite il nostro sito e la piattaforma di crowdfounding IndieGoGo (http://www.indiegogo.com/) per acquistare lo stabile e creare una fondazione pubblica che possa conservare il centro e la sua arte con lo spirito che li contraddistingue, vale a dire un luogo fatto dalla gente per la gente. Insieme a Claudia di Giacomo ci stiamo attivando anche a livello internazionale con delle campagne paese per paese, primi fra tutti Italia, Spagna ed Argentina, dove abbiamo molti contatti ed associazioni che ci sostengono. A questi inviamo un kit speciale contenente una serie di foto che ci sono arrivate tramite il nostro sito. In tutti gli scatti ci sono persone di ogni parte del mondo con in mano una cartolina con scritto I support Tacheles. Agli organizzatori dell'evento chiediamo di fare altrettante foto e di inviarcele perché verranno poi utilizzate in una mega installazione fotografica che faremo qui nel centro il prossimo Agosto. E' a discrezione dell'associazione decidere se attivare durante la serata una raccolta di fondi o devolvere parte dell'incasso alla causa”. 

Il 22 giugno ci sarà la sentenza del tribunale che renderà ufficiale ed esecutivo lo sgombero del Tacheles ma vi sono ancora delle speranze che le cose possano cambiare. Per sostenere la causa potete partecipare alle due serate di raccolta fondi che verranno organizzate nel mese di Giugno a Padova: la prima ai Carichi Sospesi proprio stasera ed una seconda durante il Festival di Radio Sherwood. 

Sito: http://super.tacheles.de/cms/ 
Pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Kunsthaus-Tacheles-Berlin/116751221717217 
Per organizzare un evento di supporto al Tacheles: Barbara Fragogna amarantola@yahoo.it 

(Articolo curato da Laura Sicolo)



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